DOPO IL COVID-19 IL MONDO NON SARA' PIU' LO STESSO , MA POTREBBE ESSERE UN MONDO MIGLIORE

26/03/2020

Fabio Valenziano

Siamo nel pieno di un'emergenza senza precedenti, che ha stravolto il mondo intero, tanti la paragonano ad una guerra, ma non è così è un'altra cosa sia in termini di impatto economico sia in termini sociali, emotivi, umani. Il mondo non sarà più lo stesso, ma potrebbe esserci una grande opportunità per un mondo migliore.

L'emergenza COVID-19 ci ha mostrato la grande fragilità del sistema capitalistico, tutto incentrato solo ed esclusivamente alla ricerca del profitto a tutti i costi che, in nome di parametri del tutto astratti, ha generato delle distorsioni che oggi ci appaiono sempre più lampanti e alle quali ci siamo tutti abituati accettandole come fossero regole immutabili. Siamo ossessionati dal PIL e dal suo rapporto con il debito ed il deficit, dai vari patti di stabilità, e di conseguenza tagliamo quello che non è più considerato "indispensabile", ovvero lo stato sociale, l'aiuto alle fasce più deboli, la scuola, e soprattutto la sanità, con scelte dissennate come il taglio dei posti in terapia intensiva, o l'assurda regionalizzazione di un sistema sanitario nazionale, il tutto finalizzato esclusivamente a ripagare alla finanza gli interessi del debito pubblico, contratto oramai da scelte di almeno due generazioni fa, e di cui oggi tutti noi invece ne paghiamo le conseguenze.  Ma l'Italia come sempre nelle emergenze mostra il meglio di se e con il grande sforzo di uomini e professionisti straordinari è diventata l'esempio di una gestione di una crisi senza precedenti, e gli italiani tutti, nonostante spesso dipinti come degli anarchici ed insofferenti alle regole, stanno dando esempio di una grande disciplina e di un enorme calore umano nonostante il confinamento obbligato nelle proprie abitazioni. 

Ma proprio questo confinamento obbligato, questo rallentamento forzato deve far riflettere tutti noi sugli errori commessi fino ad oggi e su quali sono invece le priorità da seguire per il futuro. 

Oggi, che ci troviamo forzatamente bloccati nelle nostre case, abbiamo più tempo per pensare e per osservare quello che è intorno a noi, e così ci rendiamo conto che il mondo nella sua corsa frenetica non può più andare avanti così come è andato fino ad oggi; chi non ha assistito alla rinascita della natura che ci circonda, che complice la primavera e la chiusura delle attività e lo stop delle autovetture, ci ha regalato immagini bellissime, cieli tersi come non lo sono mai stati, animali selvatici che rientrano in città, fiumi e canali limpidi? e ci chiediamo:" Ma perchè questo non può essere la normalità?" "Ma perchè dobbiamo distruggere il pianeta e di conseguenza distruggiamo noi stessi?". La risposta è semplice, per avidità e profitto.

Stesso discorso vale per tutte le emergenze sanitarie sociali ed economiche a cui purtroppo assistiamo quotidianamente, e ci chiediamo : " Ma perchè abbiamo chiuso tanti ospedali e abbiamo ridotto i posti di terapia intensiva del 30% negli ultimi anni?", "perchè lo stato sociale sta sempre di più scomparendo?", la risposta è solo una,  semplicemente perché siamo intrappolati in un sistema di politiche fiscali e di bilancio tutte incentrate principalmente a rendere sostenibile il nostro debito pubblico, per tutelare quindi solo la finanza che ha in mano i nostri titoli, e non gli italiani, non le persone comuni. In pratica oggi tutti noi viviamo in un mondo le cui regole sono dettate dalla finanza e sono funzionali solo alla tutela dei sui interessi, ed intanto quello che non genera profitto viene chiuso... come ospedali pubblici, scuole ecc.

 Ma comunque visto che sono un inguaribile ottimista mi piace pensare che il mondo sarà un mondo migliore dopo l'emergenza, perché capiremo tutti, in modo trasversale, che che le politiche di bilancio che abbiamo intrapreso fino ad oggi non possono continuare a funzionare, che questa Europa che pensa solo ai conti pubblici non può più dimenticare il ruolo e il motivo per cui è nata, e che si recuperino i valori della solidarietà tra stati e persone, che finalmente ci siano investimento massicci per il rilancio dell'economia e delle imprese sia in ambito nazionale che europeo e ci si soffermi sulla necessità di un sistema sanitario unitario sul quale investire senza tagli indiscriminati. Infine, ma forse la cosa più importate, che gli Stati e le persone diano una maggiore attenzione alla qualità della vita, con politiche sostenibili per l'ambiente come smart working e mobilità sostenibile, che trasformino finalmente le nostre città in quelle SmartCities dove si respira aria pulita e si passeggia nel verde. 

Insomma sarà un mondo migliore se sapremo fare tesoro di quello che la natura ci sta insegnando.

 

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